
"Un grammo di leggerezza" è un romanzo che racconta il viaggio di crescita e trasformazione della protagonista, Arianna, una giovane donna di 25 anni con un grande sogno: diventare una chef affermata. Per realizzarlo, si iscrive alla scuola internazionale di cucina italiana, un ambiente altamente competitivo e stimolante, dove dovrà mettere alla prova non solo il suo talento culinario, ma anche la sua determinazione e la sua capacità di affrontare le sfide della vita.
Fin dalle prime pagine, il lettore viene catturato dalla narrazione fluida e intima dell’autore, che sceglie di raccontare la storia dal punto di vista di Arianna, permettendoci di entrare nei suoi pensieri, nelle sue paure e nelle sue speranze. Il tono del romanzo è leggero e delicato, ma allo stesso tempo capace di toccare corde profonde, offrendo spunti di riflessione su temi universali come l’autostima, l’importanza di seguire le proprie passioni e il valore delle relazioni umane.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è senza dubbio la caratterizzazione dei personaggi secondari, che arricchiscono la trama con le loro personalità e i loro percorsi. Beatrice, Pietro e Michele non sono semplici figure di contorno, ma rappresentano delle vere e proprie guide per Arianna, ognuno a modo suo. Attraverso il confronto con loro, la protagonista cresce, impara a conoscersi meglio e a superare le proprie insicurezze.
Un elemento particolarmente interessante del romanzo è l’uso della cucina come metafora della vita: le ricette, gli ingredienti, le tecniche culinarie diventano simboli di esperienze ed emozioni. Come in un piatto ben riuscito, anche nella vita è necessario trovare il giusto equilibrio tra gli elementi, aggiustare le dosi e, soprattutto, imparare a concedersi un tocco di leggerezza. Questo concetto emerge con forza nel percorso di Arianna, che deve imparare a non farsi schiacciare dalle aspettative, a lasciar andare le paure e a trovare il coraggio di essere se stessa.
La scrittura di Lele Silingardi è semplice ma evocativa, capace di trasportare il lettore all’interno delle atmosfere descritte con grande naturalezza. Le descrizioni dei piatti e delle tecniche di cucina sono dettagliate e affascinanti, ma mai eccessivamente tecniche, rendendo il romanzo adatto anche a chi non è esperto del mondo gastronomico.
"Un grammo di leggerezza" è un libro che si legge con piacere e che lascia nel lettore una sensazione di speranza e di ispirazione.
È una storia che invita a riflettere sull’importanza di seguire i propri sogni, di concedersi la possibilità di sbagliare e di trovare la giusta leggerezza per affrontare la vita con più serenità.
Consigliato a chi ama le storie di crescita personale, a chi apprezza la narrativa legata al mondo della cucina e a chi, semplicemente, cerca una lettura che possa far sorridere e pensare allo stesso tempo.
Studio 1974
p. Fitel Emilia Romagna Aps